È l’acronimo di Gas di Petrolio Liquefatto che talvolta è definito “Gas Liquido”. È una miscela di gas costituita per la massima parte da propano e butano in proporzioni variabili. A temperatura ambiente è sufficiente una pressione modesta per convertire questi gas allo stato liquido e quindi semplificarne notevolmente il trasporto. Due le fonti di produzione del GPL: il 66% deriva dall’attività di estrazione del metano, il 34% dalla raffinazione di petrolio di cui il GPL è un inevitabile sottoprodotto.
Il serbatoio di GPL di uso più comune per autotrazione è di forma toroidale o a “ciambella” per poter esser alloggiato nel vano della ruota di scorta. Può resistere a sollecitazioni molto violente in termini di urto o pressione per scongiurare, insieme a una serie di dispositivi di sicurezza imposti dalla legge, ogni rischio di esplosione.
È l’acronimo di Compressed Natural Gas, Gas Naturale Compresso, nell’uso comune spesso denominato “metano”, che ne è il componente principale. Nell’autotrazione viene trasportato in fase gassosa in serbatoi riempiti alla pressione di 200 bar, da confrontare con i circa 10 bar del gas liquido. Diverse quindi le modalità di rifornimento e le prese di carico.
I modelli dotati di Bi-fuel possono funzionare indifferentemente a gas o a benzina. L’impianto a gas costituisce un secondo sistema di alimentazione che si affianca a quello originale senza condizionarne il funzionamento. L’avviamento a freddo avviene sempre a benzina. Anche in marcia si può passare da un tipo di alimentazione all’altro semplicemente premendo un pulsante.